Friday, 29 February 2008

Santa Iria

Stavo alla finestra
ricamando il mio cuscino
col mio ditale dorato
col mio ago argentato,
passò un cavaliere
dove spender la notte chiese,
Gentil cavaliere
è mio padre a non volere
piansi e implorai
convincerlo fù arduo
ma lo feci assai,
Infine entrar lo lasciai

Una sedia gli trovai
e lui si accomodò
dell'acqua gli versai
e lui ci si lavò,
un ascugamano gli portai
e lui ci si asciugò,
una zuppa gl preparai
e lui ci si sfamò,
il letto sistemai
e lui si coricò

Ma intorno a mezzanotte
lui si svegliò,
di tutti noi tre
prese solo me,
in paesi lontani
lui mi portò
e quando fummo distanti
lui mi domandò
nella mia amata terra
come la gente mi chiamava,
"Iria di Fidalga,
ma adesso sono solo
Iria, la stanca".
Più tardi
provò a sedurmi,
ma io non fui ingenua
e non lo lasciai avermi,
La spada sguainò
e la mia vita mi levò,
una tomba scavò
e li mi buttò.

Sette anni dopo
di li passò
e un bellissimo santuario li trovò:
"A chi appartiene questo santuario così bello e raffinato?"
"E' di sant'Iria,
Iria, di Fidalga"
"Irai è stata mia!
Mio primo vero amore,
se tu mi perdonerai
sarò il tuo servo..."
"Io mai perdonerò
te miserabile
che la testa mi tagliai
ero un semplice agnello".

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